Febbraio ATP e WTA: riposo, rimpianti e rivelazioni che decidono la stagione
Se gennaio dà il via alle ostilità per ogni nuova stagione con culmine l’Australian Open, febbraio, al contrario, è un mese pieno di scelte e destinazioni diverse.
I favoriti prendono tempo per riposare dopo una tournée oceanica estenuante, ma l’intero circuito (ATP e WTA) riparte rapidamente al lavoro, in cerca di sensazioni, fiducia e per essere al top prima delle due grandi scadenze di marzo: Indian Wells e Miami.
DOPO L'AUSTRALIAN OPEN: L'IMPATTO DEL PRIMO GRAND SLAM SUGLI ORGANISMI
Per due settimane, i due circuiti disputano a Melbourne una delle quindici più impegnative della stagione. Il caldo australiano, combinato all’enchaînement delle partite così presto nell’anno, condiziona già giocatori e giocatrici.
Alcuni non reggono la durezza della prova, mentre altri affermano fin da subito la loro freschezza fisica e il loro stato di forma.
Sul piano sportivo, l’Australian Open funge anche da indicatore, o addirittura da rivelatore. Se non fissa una gerarchia in una stagione ancora lunga, delinea tuttavia tendenze forti, i cui effetti si protraggono spesso nelle settimane successive, in particolare a febbraio.
Tra gli uomini, Novak Djokovic si è a lungo imposto come il padrone indiscusso dell’inizio di stagione.
Con i suoi dieci titoli a Melbourne, il serbo ha regolarmente dettato il tono fin da gennaio. Eppure, anche nei suoi anni migliori, l’ex numero uno mondiale ha spesso privilegiato il riposo, o scelto di disputare un solo torneo a febbraio, per recuperare fisicamente e ritrovare gradualmente il ritmo prima del Sunshine Double.
Il circuito femminile offre anch’esso esempi rivelatori dell’impatto di Melbourne sul resto del calendario.
Una logica che non sfugge al circuito femminile

Nel 2025, Madison Keys vince a Melbourne il primo Grande Slam della carriera, dopo aver già conquistato il titolo a Adelaide. Un enchaînement inedito per l’americana, che disputa allora dodici partite consecutive in poche settimane.
Esausta fisicamente, in particolare dopo una finale intensa vinta contro Aryna Sabalenka, Keys sceglie di saltare i tornei di Doha e Dubai, citando un infortunio alla gamba. Fa ritorno sul circuito solo a marzo, sul suolo americano.
Questi esempi illustrano il ruolo centrale dell’Australian Open nella costruzione di febbraio.
Un risultato positivo permette di affrontare il resto della stagione con fiducia e di misurare i benefici del lavoro invernale. Al contrario, un’eliminazione precoce spinge alcuni giocatori a moltiplicare i tornei già a febbraio, nella speranza di rimbalzare rapidamente e innescare una dinamica positiva.
In ogni caso, Melbourne influenza direttamente le scelte di calendario e condiziona già una parte della stagione a venire.
IL MESE DI FEBBRAIO SUL CIRCUITO ATP: SCELTE STRATEGICHE E OPPORTUNITÀ MULTIPLE
Per i giocatori del circuito ATP, febbraio somiglia a un vero giro del mondo. All’uscita dell’Australian Open, ciascuno compone il suo calendario in base alle preferenze di superficie, alla condizione fisica e agli obiettivi a medio termine. Il circuito si frammenta allora in tre grandi tournée, offrendo opportunità molto diverse a seconda dei profili.
La prima è la tournée europea indoor, che inizia tradizionalmente a Montpellier.
Questo ATP 250 ha visto trionfare numerosi giocatori francesi, come Gaël Monfils, Richard Gasquet o Jo-Wilfried Tsonga, ma anche future stelle del circuito come Alexander Zverev o Jannik Sinner.
La tournée prosegue a Rotterdam, diventato un ATP 500 di riferimento al coperto, dove si sono imposti Roger Federer, Andy Murray, Juan Martín del Potro, Daniil Medvedev o più recentemente Carlos Alcaraz.
Il continente americano come punto d'ancora prima di Indian Wells
In parallelo, una parte del circuito si volge verso il Nord America. Negli Stati Uniti, i tornei di Delray Beach (ATP 250) e Dallas (ATP 500) permettono in particolare ai giocatori americani di ritrovare rapidamente il pubblico dopo la tournée australiana.
Questi tornei servono anche da punti d’ancora per i giocatori che vogliono anticipare l’installazione prima di Indian Wells e Miami. La tournée si prolunga poi in Messico con il torneo di Acapulco, noto per le sue condizioni calde e umide.
Rafael Nadal, triple vincitore dell’evento, lo ha spesso usato come tappa di ripresa dopo Melbourne. Delray Beach e Dallas attirano inoltre profili specifici, in particolare i grandi battitori, come Taylor Fritz, Reilly Opelka, Marin Čilić o Ivo Karlović.
Il Golden Swing, una tournée a parte

Infine, la tournée sudamericana su terra battuta, il «Golden Swing», mantiene un’identità a sé.
Disputata a Buenos Aires, Rio de Janeiro e Santiago, si distingue per partite lunghe, forte intensità emotiva e un pubblico particolarmente coinvolto. È a Rio che un giovanissimo Carlos Alcaraz ha vinto la sua prima partita sul circuito ATP nel 2020, prima di conquistare il titolo due anni dopo, e poi di imporsi a Buenos Aires la stagione successiva.
Nonostante questo ancoraggio storico, la tournée sudamericana fatica a sedurre i migliori giocatori, con pochissimi membri della top 10, o addirittura top 20, presenti sul posto.
Nel 2025, Alexander Zverev, allora numero tre mondiale e finalista a Melbourne, sceglie di impegnarsi lì. Una scelta che si rivelerà controproducente.
Il tedesco esce ai quarti di finale a Buenos Aires e poi a Rio, sempre contro giocatori argentini, faticando a ritrovare le sensazioni e la fiducia. Alcuni mesi dopo, ammetterà di rimpiangere quella decisione: «Non è stato un piacere. Penso che non fosse la cosa giusta da fare dopo l’Australia.»
Una tournée indebolita dalle scelte dell'ATP
Se il Golden Swing resta naturalmente privilegiato dagli specialisti della terra battuta e dai giocatori sudamericani, l’ATP sembra tuttavia ridurre progressivamente lo spazio concesso a questa tournée singolare.
Un tempo estesa su quattro settimane, con un torneo in parallelo a Montpellier, si limita ora a tre settimane e tre tornei. Una decisione che suscita incomprensione e frustrazione tra alcuni attori del circuito.
Rivelazione del torneo di Rio nel 2024, dove aveva raggiunto la finale, l’argentino Mariano Navone non aveva nascosto la sua rabbia: «È la tournée che vende più biglietti. È davvero un peccato, perché il nostro paese ha una tradizione tennistica incredibile. Stanno rovinando tutto. Sono tornei che riempiono le tribune, non capisco la loro logica.»
Doha e Dubai, ultime prove prima del Sunshine Double
Come se le tre grandi tournée di febbraio non bastassero, alcuni giocatori prolungano ancora l’inizio di stagione con un passaggio in Medio Oriente, in continuità con la tournée indoor europea, come avviene sul circuito femminile.
A lungo considerato uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’inizio anno, il torneo di Doha ha visto evolvere il suo posto in calendario dopo la pandemia di Covid-19, essendo stato riposizionato a febbraio. Creato nel 1993, questo evento storico ha fatto un ulteriore passo nel 2025 accedendo allo status di ATP 500.
Questo cambiamento attira ora un tabellone particolarmente denso, con la presenza nel 2025 di stelle come Novak Djokovic o Carlos Alcaraz, che vi trovano una tappa di preparazione ideale prima della tournée americana.
Federer campione per otto volte

Doha entra così in concorrenza diretta con l’ATP 500 di Dubai, a lungo considerato il passaggio obbligato per i top player in questo periodo della stagione.
Il palmarès del torneo emiratino testimonia il suo prestigio, con in particolare gli otto titoli di Roger Federer tra il 2003 e il 2019, nonché i cinque successi di Novak Djokovic, secondo giocatore più titrato nella storia dell’evento.
Disputati su cemento outdoor, Doha e Dubai assumono così le sembianze di una ripetizione generale prima di Indian Wells. Per alcuni giocatori, costituiscono una rampa di lancio ideale verso il Sunshine Double e per altri una ripresa graduale dopo un Australian Open estenuante, sia fisicamente che mentalmente.
FEBBRAIO SUL CIRCUITO WTA: SORPRESE E TABELLE ESTREMAMENTE COMPETITIVE
A differenza del circuito ATP, frammentato su più continenti, il circuito WTA si concentra principalmente in Medio Oriente durante febbraio. Le giocatrici si ritrovano così riunite in una serie di tornei già determinanti per il resto della stagione, in un lasso di tempo particolarmente ristretto.
La tournée si apre ad Abu Dhabi, evento creato nel 2021, prima di proseguire con i WTA 1000 di Doha e Dubai, disputati a una settimana di distanza. Questi due tornei maggiori attirano generalmente l’intero élite del circuito, appena uscita dall’Australian Open, e costituiscono i primi appuntamenti di altissimo livello fuori dai Grandi Slam.
L’esigente sequenza di febbraio rappresenta una delle grandi specificità del calendario femminile.
In pochi giorni, possono verificarsi numerose sfide tra giocatrici della top 10, con un ritmo di competizione sostenuto e partite di intensità paragonabile, o superiore, a quella dei Grandi Slam. Le margini di manovra sono ridotti, e il minimo calo si paga immediatamente.
Anisimova e Andreeva, vincitrici a sorpresa nel 2025

Aryna Sabalenka, nel 2025, dopo una finale all’Australian Open, ne ha fatto l’esperienza uscendo al primo turno a Doha, prima di lasciare Dubai ai quarti. Al contrario, questo periodo può anche servire da trampolino per nuove figure del circuito.
Nel 2025, Amanda Anisimova a Doha e Mirra Andreeva a Dubai hanno così conquistato il loro primo titolo WTA 1000, confermando l’apertura della gerarchia in questa fase della stagione.
Questo calendario condensato impone alle giocatrici di raggiungere un alto livello di performance molto rapidamente, talvolta solo due o tre settimane dopo Melbourne. Ne risulta un’instabilità maggiore nei risultati rispetto ad altri momenti dell’anno: alcune faticano a ritrovare il meglio, mentre altre si installano già come protagoniste principali dell’inizio di stagione.
UN MESE DECISIVO PRIMA DELLA PRIMAVERA AMERICANA
Se questi tornei di febbraio offrono contesti vari e opportunità multiple per accumulare fiducia o confermare una dinamica, costituiscono soprattutto una tappa chiave nella preparazione di Indian Wells e Miami.
Questi due tornei maggiori, che riuniscono ATP e WTA sullo stesso sito per quasi dodici giorni ciascuno, formano il celebre «Sunshine Double», uno degli appuntamenti più impegnativi e rivelatori della stagione.
Disputato su cemento outdoor, il Sunshine Double agisce spesso come prolungamento delle tendenze dell’inizio di stagione. Anche se le superfici di Indian Wells e Miami sono più lente di quella dell’Australian Open, i giocatori e le giocatrici in forma da gennaio vi confermano frequentemente il loro status.
Continuità sul circuito ATP

Tra gli uomini, Novak Djokovic illustra perfettamente questa continuità, lui che ha vinto i due tornei per quattro volte (2011, 2014, 2015 e 2016), in seguito ai suoi successi ripetuti a Melbourne.
Roger Federer aveva realizzato questo doublé anche lui nel 2017, poche settimane dopo aver conquistato il suo 18º titolo del Grande Slam in Australia.
Ma oltre ai risultati, febbraio e il Sunshine Double mettono soprattutto alla prova la gestione fisica e mentale dei giocatori. L’enchaînement di diverse settimane di competizione senza vera pausa obbliga ciascuno a fare scelte precise nel calendario.
Punti che possono cambiare una stagione
Alcuni arrivano in California e Florida già provati da un febbraio troppo carico, mentre altri, più prudenti, beneficiano di una freschezza determinante in tabelloni lunghi e competitivi.
L’enjeu è anche strategico per il ranking. Indian Wells e Miami offrono ciascuno 1000 punti, rendendo marzo un momento cruciale per consolidare una posizione nella gerarchia o rilanciare una stagione incerta.
Per i giocatori fuori dalla top 10, come per numerose giocatrici che cercano di installarsi stabilmente nella top 20 o top 30, le scelte fatte a febbraio possono rivelarsi decisive.
Una differenza notevole persiste tuttavia tra i due circuiti. Se il Sunshine Double ha spesso confermato le tendenze dell’inizio di stagione tra gli uomini, questa logica non si è mai realmente imposta tra le donne nell’era moderna.
UN MESE DISCRETO, MA DETERMINANTE
Così, lontano dall’essere un semplice mese di transizione, febbraio è un mese decisivo della prima parte di stagione. Premia i giocatori in forma, mette in difficoltà chi ha troppo enchaîné e condiziona largamente l’approccio al primo grande turning della stagione, prima che il circuito passi progressivamente alla terra battuta.
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